Ha senso parlare di MBTI nel 2020?
MBTI: nell'ambito delle personalità, questa è una sigla onnipresente. Ma ha effettivamente senso utilizzare l'indicatore Myers-Briggs, il questionario delle personalità ideato dalle due ricercatrici nel corso del '900, nel 2020?
Beh, sì, ma anche no.
MBTI. Myers-Briggs Type Indicator.
Indicatore di personalità Myers-Briggs
Già visto, già sentito, no? L'indicatore Myers-Briggs è un questionario ideato da due ricercatrici americane, Katharine Cook Briggs e Isabel Briggs Myers. Il Briggs Myers Type Indicator Handbook viene pubblicato per la prima volta nel 1944 con lo scopo principale di aiutare le donne a comprendere le proprie preferenze personali per potersi inserire al meglio nel mondo dei lavori necessari in tempo di guerra e rendere quindi le loro prestazioni il più possibile efficienti.
La serie di domande viene elaborata dalle due ricercatrici sulla base delle teorie di Jung sui Tipi Psicologici e le funzioni cognitive, ma, avendo uno scopo molto preciso, presenta diverse limitazioni dovute principalmente al fatto che deve essere mirato ed efficace nell'individuare precise categorie di persone da collocare in precisi ambiti lavorativi. L'approccio dell' MBTI è quindi "chiuso", proprio perché deve classificare le persone in sedici classi diverse.
Lo scopo quindi non è quello di aiutare a comprendersi in modo profondo (motivo per cui viene utilizzato erroneamente oggi), quanto più quello di ricavare il profilo approssimativo di una persona per poterla indirizzare il più velocemente verso un tipo di lavoro. Una sorta di orientamento, insomma. Un lavoro eccezionale per l'epoca, che permise di sfruttare al meglio le risorse disponibili in tempi difficili.
Detto questo, va da sé quindi che quanto era applicabile allora non è più applicabile oggi. Mi spiego meglio: ovviamente se si discute della cosa nell'ottica di tracciare un profilo molto superficiale di una persona, il test è tuttora fattibile e divertente. Vi ricordate il discorso sul test delle 16 personalità che ho fatto qui? Bene, si tratta di quello. Compilare un questionario rispondendo a delle domande vi porterà veramente a individuare un tipo di sedici disponibili, con tanto di descrizioni molto generiche e, oserei dire, valide "un po' per tutti". Fa un po' quell'effetto oroscopo, insomma.
Non c'è però nulla di male in tutto ciò, anzi. La maggior parte delle persone si ritiene soddisfatta dopo aver eseguito il test, dato che non a tutti interessano le funzioni psicologiche e il loro significato. Ed è giusto così. Pur riconoscendone i limiti, secondo me questo stesso test è divertente per chi lo prende alla leggera e al contempo un ottimo trampolino di lancio per entrare nel mondo delle personalità. Il test e i profili sono volontariamente generali e approssimativi per raggiungere più pubblico possibile ed essere compresi da tutti.
È inutile quindi accanirsi contro la veridicità dell' MBTI: è assodato e ovvio oggi che non si possono racchiudere tutte le personalità del mondo in soli 16 macrogruppi, che il test era poco flessibile e che non teneva conto di migliaia di variabili. È anche ovvio che dire che un ESFP è socievole, che un INTJ è metodico e che un ESTJ è pratico ha la stessa valenza di dire che uno nato sotto il segno del cancro è sempre triste e che i leoni sono sempre egocentrici.
D'altro canto, come abbiamo visto, il suo obiettivo primario non era quello di erigersi a verità assoluta. L' MBTI "originale" non viene quindi più considerato canonico. Si sa, insomma, che è obsoleto. Nulla vieta comunque di farne uso: non fa male a nessuno.
È inutile quindi accanirsi contro la veridicità dell' MBTI: è assodato e ovvio oggi che non si possono racchiudere tutte le personalità del mondo in soli 16 macrogruppi, che il test era poco flessibile e che non teneva conto di migliaia di variabili. È anche ovvio che dire che un ESFP è socievole, che un INTJ è metodico e che un ESTJ è pratico ha la stessa valenza di dire che uno nato sotto il segno del cancro è sempre triste e che i leoni sono sempre egocentrici.
Ogni tanto leggo di gente che, parlando di MBTI, grida alla fuffa più totale: tranquilli, non siamo rincitrulliti, ci stiamo solo divertendo e non pretendiamo che un test a risposta multipla ci fornisca la risposta alle domande della vita. Easy.
Ma allora perché si sente parlare sempre di MBTI e di ENTJ, ISFP, ISTJ e compagnia bella?
Non ho la verità in tasca, ma vi posso dire la mia. La risposta è semplicissima: per il lessico. Guardandomi un po' in giro vedo infatti che la sigla stessa "MBTI" viene utilizzata per indicare, appunto, il mondo delle personalità in generale. O, almeno, questo è l'utilizzo che ne faccio io: si dà per scontato infatti che essa non si riferisca solamente e strettamente all'Indicatore Myers-Briggs, ma a tutto la pappardella dei tipi psicologici. Viene utilizzato questo lessico perché è riconoscibile e può arrivare a più persone.
Per l'appunto, le sigle dei sedici tipi e delle funzioni psicologiche in sé sono quelle dell'MBTI: sentimento, intuizione, ragionamento, introverso, ENFP, ISTJ, perceiving, judging, sono tutti termini che arrivano da Jung e dal Myers-Briggs.
È molto più semplice per coloro che si occupano di personalità e che lavorano in questo campo utilizzare un lessico comune, sia per dare uniformità alle teorie che nascono e si sviluppano in continuazione, sia per essere più comprensibili al pubblico.
Il problema di utilizzare lo stesso lessico e le stesse sigle, secondo me, è che spesso l'indicatore Myers-Briggs (quello originale) si sovrappone a ricerche e teorie più recenti e più approfondite (soprattutto agli occhi di chi magari è nuovo in questo campo e non lo conosce a fondo). Oggi come allora, infatti, il lavoro di Jung nel campo delle personalità sta la base di numerosissime teorie in continuo mutamento e aggiornamento ed è un peccato che queste vengano snobate a priori proprio perché associate al'obsolescenza dell'originale Myers-Briggs.
Naturalmente ci sono anche molte teorie riferite al campo della personalità che fanno riferimento al lavoro Junghiano che invece utilizzano dei format diversi e, conseguentemente, anche un lessico più diversificato. Un giorno scriverò anche dei cosiddetti, Big Five, ad esempio, una delle teorie della personalità più famose. L'importante è capire che si tratta di un mondo in continua evoluzione, che a mio parere oggi, grazie a tutti quelli che vi si dedicano, sta cominciando ad andare procedendo a piccolissimi passi verso qualcosa di concreto. Chissà, magari tra cento anni saremo veramente catalogati in maniera scientifica. Spero di no, altrimenti che gusto c'è?
See ya.
Naturalmente ci sono anche molte teorie riferite al campo della personalità che fanno riferimento al lavoro Junghiano che invece utilizzano dei format diversi e, conseguentemente, anche un lessico più diversificato. Un giorno scriverò anche dei cosiddetti, Big Five, ad esempio, una delle teorie della personalità più famose. L'importante è capire che si tratta di un mondo in continua evoluzione, che a mio parere oggi, grazie a tutti quelli che vi si dedicano, sta cominciando ad andare procedendo a piccolissimi passi verso qualcosa di concreto. Chissà, magari tra cento anni saremo veramente catalogati in maniera scientifica. Spero di no, altrimenti che gusto c'è?
See ya.
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